La Pratica Psicomotoria richiede
alcune condizioni all’istituzioni in cui si svolge ed esige una mentalità
aperta nell’equipe educativa dell’asilo-nido, della scuola materna o degli
altri luoghi che accolgono bambini piccoli.
La realizzazione degli interventi
richiede, da parte dell’équipe educativa, un’ottica comune, aperta sul bambino,
che dia molta importanza all’azione nei processi di apprendimento,
all’espressione libera, al gioco, alle emozioni e al linguaggio, così come
all’attenzione continua verso le potenzialità di ogni bambino del gruppo.
Richiede un’ottica condivisa su una pedagogia che privilegi l’esperienza dei
bambini, la ricerca collettiva, l’elaborazione costante di un quadro
istituzionale indispensabile allo sviluppo psicologico del bambino nel gruppo.
È necessario
perciò, durante la fase preparatoria all’intervento, spiegare chiaramente gli
obbiettivi, la metodologia, la strategia dei luoghi, l’importanza del piacere
di agire, trasformare ed esprimersi. In questo lavoro preparatorio non è
necessario parlare della problematica delle angosce ma occorre portare
l’attenzione su “ come è “ il bambino, sulla comunicazione, la creazione e
sulla qualità dell’adattamento dell’adulto di fronte ala produzione del
bambino.
La sala della Pratica è riservata
in particolare alla Pratica stessa, in cui i bambini potranno liberamente
evolvere. Si tratta di un locale luminoso, curato, contenente materiali puliti
e attraenti. Deve essere una sala in cui lo psicomotricista si senta bene e
viva il piacere di stare insieme ai bambini. (B. Aucouturier, 2013, pp.
154-155)
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